un talento di nome Arturo

Vi avverto, non scriveró spesso.

Non aspettatevi che scriva a comando, per me così non funziona.

Il mio processo creativo è come un singhiozzo, inaspettato, ed è l’unica cosa su cui mi va bene non avere il controllo.

Comanda lui, il talento, che si affaccia malandrino quando meno me lo aspetto. Di notte, quando guido in mezzo al traffico, mentre corro, ballo o nuoto in piscina. D’un tratto le parole mi appaiono, chiare come un quadro, ed immancabilmente succede quando sono impossibilitata a scrivere. Cosi ripeto mentalmente più e più volte quelle frasi, che scorrono implacabili nella mia mente come i sottotitoli di un film muto, per fissarle tra i miei ricordi, pronte per essere usate al momento opportuno.

Col cavolo!

Quando le cerco, seduta comodamente davanti a un candido foglio di word, loro non ci sono più.

Il talento, ancora una volta, si è fatto beffa di me e ha voluto punirmi per essere stata così pigra da non alzarmi nel cuore della notte per annotare quella frase irripetibile che ora è perduta per sempre. Cosi adesso ho imparato: ovunque io sia, qualunque cosa stia facendo, quando il talento chiama, io rispondo.

Al contrario, quando chiamo io, lui fa spallucce e si volta dall’altra parte. Ho dato persino un nome al mio talento, si chiama Arturo. Gliel’ho dato in modo da fargli capire che sto cercando proprio lui e lo ripeto mentalmente come un mantra quando i sottotitoli proprio non ne vogliono sapere di scorrere, e il film nella mia mente rimane muto. Ma lui mi ha fatto capire subito che non funziona così, che è lui che comanda. Se si degna di mostrarsi, decide lui come e quando. Non servono suppliche, non servono insulti, non serve nemmeno implorarlo a ridosso di una scadenza. “Se mi vuoi” dice “devi stare alle mie regole”.

Così la nostra convivenza dura, tra alti e bassi, da più di vent’anni. L’ho coltivato e visto crescere e lui mi ha ripagato con grandi soddisfazioni. Ogni volta che rileggo un mio scritto sono orgogliosa di me, e lo osservo mentre mi sorride sornione.

Arturo è capriccioso, incostante, pigro, a volte un po’maligno ma è il mio talento e io lo adoro così com’è!

 

Ps: Arturo mi ha fatto scrivere queste parole alle 23.39, costringendomi ad alzarmi per annotare tutto al volo tra le note del cellulare. Avró fatto bene ad ascoltarlo?

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